Alpinismo? Free climbing? Arrampicata Sportiva? Cosa sono? Cerchiamo di capire, pubblicità a parte.

Molte persone faticano a definire queste attività, soprattutto i “non addetti ai lavori” naturalmente, ma non solo quelli.

La pubblicità in primis grazie al grande Maurizio Zanolla in arte Manolo, ha foraggiato l’opinione comune che il Free Climbing sia l’arrampicata senza corda e che tutte le attività legate all’arrampicare siano attività estreme.

Se vi va di continuare a leggere, possiamo definire meglio tutte queste attività, sì perché si tratta di attività; di propriamente definibile sport, ce n’è uno solo.

Perché un’attività mentale e fisica possa definirsi sport, deve essere finalizzata alle gare o competizioni che dir si voglia, con classifica; l’attività deve essere coordinata da una Federazione riconosciuta dal CONI. L’alpinismo non è uno sport. Strano? Eppure è così; il Bridge, gli Scacchi sono sport e l’alpinismo non lo è.

L’alpinismo è una disciplina verticale che si pratica preferibilmente in coppia, all’aria aperta in ambiente naturale, in tutte le stagioni, ed ha come finalità: “ il raggiungimento di una vetta”.

Si pratica con diversi stili e specialità a seconda dell’ambiente, delle stagioni, delle attrezzature, delle proprie capacità; roccia, ghiaccio, misto, scialpinismo, ecc..

E’ una pratica che presenta rischi oggettivi e soggettivi anche talvolta molto elevati, definibili da un’infinità di fattori, in primis, dalle proprie capacità tecniche, scelte e decisioni..... dal meteo.

D’estate le montagne si possono scalare in arrampicata; gli “stili” ed i metodi sono alcuni:

  • arrampicata classica, ove vale tutto, l’importante è arrivare in vetta sani e salvi; ma non la fa quasi più nessuno;
  • in arrampicata libera, con precise regole deontologiche: vietato tirarsi o mettere piedi sui chiodi, crearsi staffe o utilizzare per salire mezzi artificiali;
  • in arrampicata artificiale: si sale utilizzando principalmente i chiodi, le staffe ed altri stumenti artificiali come cliff, giumar ecc….

Tutto con la corda di sicurezza!!!!!!

E il free climbing??

E’ la traduzione in inglese di Arrampicata Libera; quindi sono la stessa cosa. L’arrampicata Libera o che dir si voglia Free Climbing, normalmente si pratica con la corda di sicurezza, ma c’è qualcuno che talvolta non la usa per motivi che bisognerebbe chiedere a lui, ma in sostanza sia chi arrampica con la corda di sicurezza sia chi arrampica senza, pratica la medesima attività che ha lo stesso nome; ambedue devono evitare di “volare” (cadere); l’uno perché anche se con la corda e le protezioni messe correttamente, potrebbe sbattere a causarsi qualche trauma, e l’altro per ovvi motivi. Tuttalpiù a chi pratica l’arrampicata libera senza corda si potrebbe aggiungere il termine “slegato” e si differenzia anche per il fatto che non ha bisogno di un compagno che lo tenga con la corda.

E l’Arrampicata Sportiva? Cos’è?

E’ uno sport. Il suo fine sono le competizioni. Esiste una Federazione che si chiama F.A.S.I. che associata al C.O.N.I. che sovraintende alle associazioni che si occupano della formazione degli atleti e dell’organizzazione delle gare, tramite dirigenti e istruttori formati appositamente.

L’arrampicatore sportivo sale con tecnica e regole dell’Arrampicata Libera o Free Climbing (sono la stessa cosa), solo per il piacere del superamento della difficoltà massima possibile, cercando di arrivare al termine dell’itinerario senza “volare” (cadere). Volare è “normale” per un arrampicatore sportivo, in quanto, arrampicando sempre al massimo delle proprie possibilità, nel caso non riesca ad effettuare un passaggio, cade, o se vicino ad una protezione, si “appende” al rinvio sedendosi sull’imbracatura che lo sostiene, facendo quello che si chiama in gergo “resting”. Il terreno d’azione dell’allenamento e del divertimento di un’arrampicatore sportivo, oltre le strutture artificiali, nelle quali si impara la tecnica e si creano innumerevoli combinazioni di passaggio, sono le cosiddette “falesie”.

Le falesie non sono vere montagne, o meglio cime, ma strutture rocciose di limitata altezza, anche dei semplici massi, lo dice anche il vocabolario, e siccome l’obbiettivo dell’arrampicatore sportivo non è raggiungere una vetta, i suoi itinerari generalmente non superano 35 metri da terra. Quindi l’Arrampicata Sportiva in ambiente naturale si pratica su quello che chiamiamo “monotiro”, cioè unico tiro di corda che in alpinismo arriva come massimo alla distensione totale della propria matassa di corda e nell’Arrampicata Sportiva, per solo per la lunghezza della metà, in quanto una parte serve per tornare con i piedi a terra.

Le protezioni, definite spit o fittoni, a seconda del metodo di posizionamento, materiale e forma, sono preposizionati da chi precedentemente si è occupato di creare l’itinerario. Gli spit, nei quali vengono inseriti i rinvii e poi la corda da chi percorre l’itinerario, ciò permette all’arrampicatore di praticare l’arrampicata in sicurezza, con quello che chiamiamo “volo controllato” : il “volo” non porta conseguenze se non il fallimento del tentativo di raggiungere nelle regole il termine dell’itinerario.

L’Arrampicata Sportiva si compone di tre specialità: la difficoltà, il boulder e la velocita; ma di questo forse ne parliamo un’altra volta.

Tutto cio che ho descritto si può riassumere in questo specchietto.

  • Alpinismo: attività verticale in ambiente naturale in tutte le stagioni che ha come scopo il raggiungimento di una cima.

  • Arrampicata libera: approccio deontologicamente regolamentato per affrontare la salita di una vetta su roccia.

  • Free Climbing: come Arrampicata Libera

  • Arrampicata Sportiva: sport che ha come finalità le competizioni e la salita di itinerari rapportati alla capacità massima dell’arrampicatore; si pratica su strutture artificiali o sulle falesie, su monotiri con deontologia e regole dell’Arrampicata Libera

Tutte queste discipline, si praticano per ovvi motivi con la corda di sicurezza....poi ciascuno, fa della propria vita ciò che vuole.

Massimo Bassoli